Città del Ragazzo tra De Chirico e istituzioni
Con l’espediente di De Chirico che dall’alto guarda la Città del Ragazzo di oggi, Don Massimo Manservigi ha raccontato nel video Al chilometro 3, appena sotto il cielo, la storia dell’ente di formazione di cui ieri (sabato), alla Sala Estense, hanno preso il via le celebrazioni per il Sessantesimo anno di vita. Nella pellicola, realizzata con la sceneggiatura di Barbara Giordano, Don Massimo affida ai ricordi e alle suggestioni del pittore la storia dell’istituto, in cui l’artista fu ricoverato, durantela Prima Guerra Mondiale, come malato nervoso. A quel tempo, infatti,la Città del Ragazzo era un presidio ospedaliero in cui trovarono ricovero, oltre a De Chirico, artisti come De Pisis e Carrà. Qui De Chirico progettò la ‘sua’ metafisica e qui, dice De Chirico voce narrante del cortometraggio, trovò «quel qualcosa di profondamente vero» che stava cercando e che individuò «nella spiritualità che si respirava». Così, affidandosi all’arte, Don Massimo ela Giordano hanno sintetizzato la «costellazione delle singole realtà» che componela Città del Ragazzo, che nel tempo si è ampliata e arricchita sotto il profilo dell’offerta e della metodologia didattica, sempre realizzata «sulla base delle competenze del singolo individuo», ha spiegato il direttore, Giuseppe Sarti. Nato per formare i più giovani, l’ente è oggi impegnato anche sul fronte della riqualificazione professionale degli adulti inoccupati o espulsi dal mondo del lavoro. Alla proiezione ha fatto seguito la tavola rotonda sul ruolo della Città del Ragazzo a Ferrara. Unanime il parere dell’assessore provinciale, Caterina Ferri, e dell’assessore comunale, Chiara Sapigni, sulla necessità di divulgare «diritti universali» che possono e devono convivere coi concetti di solidarietà, accoglienza, integrazione sociale e lavorativa. Per il futuro della Città del Ragazzo e dei rapporti con le istituzioni, la chiosa è stata di Sarti: «Noi ci siamo». Tra i relatori, il direttore Aeca (Associazione emiliano romagnola centri autonomi), Andrea Biondi, che ha rimarcato il valore della «comunità» come approccio alla vita, e l’ex allievo, Giancarlo Vicentini, che vi ha trascorso l’adolescenza «come in una famiglia». L’evento è stato introdotto dai saluti di Don Antonio Grandini, Vicario Generale Diocesi Ferrara-Comacchio, e di Don Giacomo Cordioli, delegato europeo Opera Don Calabria.





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